Chi è bacco baccanels

Bacco Baccanels in the tub (photo by DDT)

Biografia essenziale

Nasce a Bollate, in periferia di Milano, in una giornata nevosa, il primo marzo 1964.

Allora l’uomo non era ancora andato sulla Luna, non erano stati girati alcuni interessanti film sulla guerra in Vietnam e Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e molti altri artisti con iniziale “J” erano vivi.

Infanzia normale. Nell’adolescenza, inizia il percorso che lo porta, nella maturità, a rinchiudersi in casa a fare musica vocale, invenzione che per impatto sull’umanità viene subito dopo la scoperta dell’acqua calda.

La musica vocale è oggi la sua unica passione, insieme alla normale attitudine al mangiare e bere bene e in quantità, parte essenziale del “life style” italiano.

Prime esperienze musicali

  • Inizia a suonare il flauto dolce e poco dopo la chitarra. (Potete trovare la storia nel racconto “Musicucina”)
  • In gioventù suona il basso in gruppi locali dal nome imbarazzante e dalla scarsa fama che si formano e si sciolgono ad alta velocità, come particelle all’interno del nucleo solare.
  • Inizia a comporre brani propri in inglese, perché in quegli anni di moda, e poi in Italiano, perché l’inglese è una lingua dannatamente difficile per un italiano… (potete trovarne una spiegazione nel racconto “Smoke on the water”)
  • Prima del trentesimo anno di età (più o meno), molla tutto perché deluso dalla propria e altrui inconsistenza musicale e appende basso, chitarra, cappello, pistola, insieme ad altri oggetti simbolici al chiodo. Come si dice di solito in questi casi: sono anni cupi, in cui si allontana dalla musica e si avvicina alla chimica come consumatore finale.

La musica vocale

Bacco non ha un ottimo carattere e negli anni di cupa riflessione pensa di prendersela con tutto ciò che gli ha dato fastidio: le band che si sono decomposte, l’industria musicale che non lo ha seguito, gli strumenti e l’amplificazione costosi e mai all’altezza.

Decide si smetterla quando arriva a se’ stesso e alla propria voce, per evitare di annichilirsi.

Ecco che da qui, nasce la sua passione per la musica vocale, una forma minimale, pura e poco contaminata in cui poteva agire indisturbato.

In un periodo in cui Internet non c’era o se c’era era costituita solo da meno di dieci siti, l’unico riferimento da cui partire era Bobby McFerrin, di cui aveva una musicassetta.

Il primo lavoro: “Lavori di bocca”

E’ con un registratore compatto Aiwa con due lettori di cassette che realizza il primo album: “Lavori di bocca”.

E’ un prodotto estremamente immaturo e poco ascoltabile. Le difficoltà tecniche sono enormi:

  • in caso di errore, bisogna rifare tutta la parte da capo
  • a ogni registrazione, la cassetta si muove più lentamente, per cui rallenta e cambia leggermente di tonalità
  • sulle parti ritmiche, a fine brano Bacco è stremato, e si sente.
  • Tuttavia il primo passo è fatto e a distanza di anni, l’autore è ancora affezionato a “La macchina del caffé” e “Le luci”.

Bollate Centro: non ci sto più dentro

Con il secondo album, terminato nel 2005 dopo anni di lavoro, la tecnica è un po’ migliorata, anche grazie all’uso di un PC e di un microfono.

E’ la storia che diventa più definita, perché qui Bacco ci mette tutta la frustrazione dell’impiegato stretto in una vita imbottigliata nel traffico e nelle consuetudini.

Sono ridotto uno straccio, Bollate Centro, Coma, Capsula spaziale, Calendario e Motel sono inni alla frustrazione. Escono dal tema la psichedelica “Vai più piano”, la canzoncina d’amore “Confuso” e “Fearless Little John”, che archiviamo tra gli esperimenti inglesi, mai troppo riusciti.

Giallo Sogno

Tra il 2006 e il 2011 lavora a Giallo Sogno, un album riflessivo e amaro.

La tecnica si perfeziona. Dedica l’ultimo brano a Stefano Dal Bosco, con il quale ha condiviso anni di amicizia e che ha deciso di lasciare il pianeta prima di quanto avrebbe dovuto. Il titolo dell’album è il nome della prima moto “custom” di Stefano.

Gli ultimi lavori

Dopo Giallo Sogno, Bacco ha sperimentato un paio di brani della serie “inglish”, in cui litiga ancora con la lingua inglese e poi inizia a lavorare su un nuovo album, il cui filo conduttore è la vocalità con un numero determinato di voci (4 o 6), che corrispondono all’assetto del gruppo vocale Suonova.

I Suonova

Intorno al 2010 Bacco inizia a studiare canto (era ora!) e a cantare in un coro. Lì incontra belle persone e con alcune di loro decide di fondare il quartetto, ora sestetto, Suonova, il 18 marzo del 2012.

E’ un esperienza con le seguenti proporzioni: 40% amicizia, 40% passione per la musica, 20% bere e mangiare.

Con i Suonova l’obiettivo è: portare la musica vocale in posti belli e brutti e cantare in occasioni piacevoli.

I Suonova si esibiscono come artisti di strada, hanno partecipato a festival della cultura italiana in Germania e si esibiscono come ospiti in concorsi canori e spettacoli teatrali. Maggiori informazioni, nella sezione “Suonova”.

Rimette

Nel 2018, un’esibizione dal vivo a un concorso di poesia accende la fiamma della poesia nel nostro Bacco. Dopo un anno di lavoro nasce “Rimette – Piccole poesie da ridere e da piangere”, una collezione di cento poesie di dubbia fattura che potete acquistare su Amazon.

 

Da dove viene il nome Bacco Baccanels

Dal cognome di Giuseppe Giovanni Baccanelli, passando per… Teo Teocoli e Minnie Minoprio e con una “s” finale per… il mercato internazionale!