Chi è Bacco: una biografia (quasi) seria

Bacco, molto prima di essere autore, arrangiatore e poeta, decide di nascere a Bollate, nella nebbiosa periferia milanese, il primo marzo del 1964. Erano anni di grandi trasformazioni: l’uomo sognava ancora la Luna e leggende come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e molti altri artisti con la “J” erano nel pieno del loro splendore.

Dopo un’infanzia tranquilla, l’adolescenza segna l’inizio di un lungo viaggio musicale che, col tempo, lo porterà a scoprire il fascino essenziale della musica vocale. Oggi questa è la sua grande passione, vissuta con lo spirito tipico del lifestyle italiano: buona musica accompagnata, molto spesso, da buon cibo e buon vino.

I primi passi (e qualche inciampo)

La sua avventura inizia tra i tasti di un flauto dolce e le corde di una chitarra, l’esperienza è riassunta nel racconto “Musicucina”.

In gioventù, imbraccia il basso in diverse band locali: formazioni tanto entusiaste quanto effimere, che nascevano e sparivano con la velocità delle particelle nel nucleo solare.

Seguono i primi esperimenti di scrittura, prima in un inglese “di tendenza” e poi nel più familiare italiano, scoprendo che la propria lingua offriva sfumature impossibili da trovare altrove. Anche questa esperienza è sfociata in un racconto: “Smoke on the water”.

Dopo una pausa di riflessione, necessaria per ricaricare le pile e guardare oltre le dinamiche delle band e dell’industria discografica, Bacco decide di semplificare tutto.

Appesi al chiodo basso e amplificatori, si concentra sull’unico strumento che non ha bisogno di cavi, strumenti ed elettricità: la voce.

L’evoluzione vocale

La scelta della musica vocale nasce dal desiderio di purezza e autonomia.

Senza i filtri della tecnologia complessa o della strumentazione, Bacco trova una dimensione minimale dove esprimersi liberamente.

I suoi primi lavori come autore e musicista sono piccole sfide artigianali:

  • Lavori di bocca: registrato con mezzi di fortuna, è il primo mattoncino di questo percorso, un esperimento faticoso ma necessario a cui l’autore è ancora profondamente legato.
  • Bollate Centro: nel 2005 la tecnica si affina. Qui Bacco racconta con ironia la vita quotidiana, fatta di traffico e routine, trasformando la fatica dell’impiegato in una narrazione musicale definita.
  • Giallo Sogno: un album più intimo e curato, dedicato alla memoria di un caro amico, che segna il raggiungimento di una piena maturità espressiva.

I Suonova

Dal 2010 la musica diventa anche incontro. Studiando canto, Bacco riscopre la bellezza del coro.

Nel 2012 fonda il sestetto Suonova, un’esperienza dove la musica pesa quanto il piacere di stare insieme.

Con loro, la musica vocale esce dallo studio per arrivare nelle piazze, nei festival e nei teatri, mossa dall’idea che la musica vocale, in particolare quella in lingua italiana, possa uscire dalle chiese e dalle sedi dei cori alpini per arrivare a un pubblico più vasto.

Con i Suonova nasce anche un’attività intensa di arrangiamento per brani vocali, che vede Bacco realizzarne decine, pubblicati gratuitamente o su siti dedicati.

Scrivere

All’attività di musicista, autore di testi di canzoni e racconti, recentemente si è affiancata la scrittura di poesie con la raccolta Rimette, cento poesie che oscillano tra il sorriso e la riflessione, che si è classificata terza al concorso Cusani Quasimodo.

E il nome?

Bacco Baccanels nasce da un gioco di parole sul nome originale (Giuseppe Giovanni Baccanelli), un omaggio alla comicità italiana e quel tocco internazionale dato dalla “s” finale… giusto per non farsi mancare nulla!

§§§